Il burqa, l’ipocrisia delle femministe di sinistra e i diritti delle donne

Dal punto di vista dell’emancipazione delle donne rispetto agli uomini la peggior religione è senza dubbio quella islamica, che ad esempio riconosce ai mariti il diritto di possedere le loro mogli come e quando vogliono, cioè in pratica di stuprarle (Corano, 2:223), e di battere quelle che si ribellano ( Corano, 4:34) ; è inoltre l’unica religione al mondo che ammette lo schiavismo sessuale (Corano, 4:24/23:1-6/33:50).

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Votazione sul burqa : il Parlamento non ha seguito il buon esempio francese (e ticinese )

Il divieto di dissimulare il volto in pubblico che sarà messo in votazione in Svizzera il 7 marzo è solo in minima parte una misura di sicurezza ma è principalmente una scelta di civiltà necessaria a salvaguardare l’esigenza minima della relazione sociale e del “vivere assieme”, e dunque non infrange i diritti dell’uomo, come del resto nel 2014 aveva stabilito la Corte europea dei diritti dell’uomo esprimendosi sulla legge francese contro la dissimulazione del volto nello spazio pubblico entrata in vigore l’11 aprile 2011 e ripresa poi in Belgio, in Austria e in Danimarca.

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Il divieto di dissimulare il volto nella Costituzione federale è una scelta di civiltà

Il prossimo 7 marzo i cittadini svizzeri saranno chiamati a votare sull’iniziativa popolare che chiede di inserire nella Costituzione federale il divieto di dissimulare il volto negli spazi pubblici , con eccezioni per motivi inerenti alla salute (come ad esempio le mascherine sanitarie in caso di epidemie) , alla sicurezza, alle condizioni climatiche e alle usanze locali (carnevale ecc.).

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Il divieto del burqa che piace alle turiste arabe

Gli avversari dell’iniziativa contro la dissimulazione del volto che sarà messa in votazione il 7 marzo non sanno più cosa inventare per indurre i cittadini a votare contro la stessa. Essi sanno benissimo che il velo integrale islamico che copre il viso (burqa o niqab) non piace alla stragrande maggioranza degli abitanti del nostro bel Paese, compresi i musulmani che sono all’incirca 500’000 ( erano 12’000 nel 1970…).

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Depositata l’iniziativa popolare «SÌ al divieto di dissimulazione del viso»

Il Comitato di Egerkingen ha depositato oggi, venerdì 15 settembre 2017, alla Cancelleria federale l’iniziativa popolare federale «SÌ al divieto di dissimulazione del viso» – sostenuta da 106’600 firme certificate. Sull’esempio dell’articolo costituzionale ticinese, l’iniziativa chiede un divieto nazionale di dissimulazione del viso negli spazi pubblici.

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Lanciata l’iniziativa per un divieto nazionale del burqa

Il cosiddetto Comitato di Egerkingen, già all’origine dell’iniziativa popolare contro la realizzazione dei minareti, approvata nel 2006, ha presentato martedì a Berna una nuova proposta, con la quale intende introdurre un divieto di dissimulare o nascondere il proprio viso nelle vie pubbliche e nei luoghi aperti al pubblico (ad eccezione dei luoghi di culto).

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