Quei musulmani favorevoli al divieto del burqa

In Svizzera, contando anche i minorenni, vi sono circa 500’000 musulmani, di cui, secondo il sito “migraweb”, solo il 15% sarebbe praticante e frequenterebbe le moschee ( cfr. il Corriere del Ticino del 29.9.15). Dato che gran parte delle moschee sono gestite da correnti religiose misogine di stampo integralista (salafiti, wahabiti e Fratelli musulmani) le quali promuovono attivamente tutti i tipi di dissimulazione della donna, v’è da ritenere che in questi ambienti l’iniziativa “antiburqa” in votazione il 7 marzo non sia molto gradita : essa infatti intralcia la strategia di usare le donne velate come stendardo per rendere visibile nello spazio pubblico la progressione dell’islamismo.

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Un chiaro Sì al divieto di dissimulare il proprio viso!

Il prossimo 7 marzo i cittadini svizzeri saranno chiamati ad esprimersi sull’iniziativa popolare per il divieto di dissimulare il proprio viso in luoghi pubblici. Una modifica di legge che porterebbe la Svizzera a vietare qualsiasi forma di copertura della faccia in pubblico, ad eccezione, come ben spiegato dagli iniziativisti, dei luoghi di culto, delle usanze locali, o per ragioni mediche o sanitarie, come la situazione che stiamo vivendo adesso con il coronavirus.

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Il burqa, l’ipocrisia delle femministe di sinistra e i diritti delle donne

Dal punto di vista dell’emancipazione delle donne rispetto agli uomini la peggior religione è senza dubbio quella islamica, che ad esempio riconosce ai mariti il diritto di possedere le loro mogli come e quando vogliono, cioè in pratica di stuprarle (Corano, 2:223), e di battere quelle che si ribellano ( Corano, 4:34) ; è inoltre l’unica religione al mondo che ammette lo schiavismo sessuale (Corano, 4:24/23:1-6/33:50).

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Votazione sul burqa : il Parlamento non ha seguito il buon esempio francese (e ticinese )

Il divieto di dissimulare il volto in pubblico che sarà messo in votazione in Svizzera il 7 marzo è solo in minima parte una misura di sicurezza ma è principalmente una scelta di civiltà necessaria a salvaguardare l’esigenza minima della relazione sociale e del “vivere assieme”, e dunque non infrange i diritti dell’uomo, come del resto nel 2014 aveva stabilito la Corte europea dei diritti dell’uomo esprimendosi sulla legge francese contro la dissimulazione del volto nello spazio pubblico entrata in vigore l’11 aprile 2011 e ripresa poi in Belgio, in Austria e in Danimarca.

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Il divieto di dissimulare il volto nella Costituzione federale è una scelta di civiltà

Il prossimo 7 marzo i cittadini svizzeri saranno chiamati a votare sull’iniziativa popolare che chiede di inserire nella Costituzione federale il divieto di dissimulare il volto negli spazi pubblici , con eccezioni per motivi inerenti alla salute (come ad esempio le mascherine sanitarie in caso di epidemie) , alla sicurezza, alle condizioni climatiche e alle usanze locali (carnevale ecc.).

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Il divieto del burqa che piace alle turiste arabe

Gli avversari dell’iniziativa contro la dissimulazione del volto che sarà messa in votazione il 7 marzo non sanno più cosa inventare per indurre i cittadini a votare contro la stessa. Essi sanno benissimo che il velo integrale islamico che copre il viso (burqa o niqab) non piace alla stragrande maggioranza degli abitanti del nostro bel Paese, compresi i musulmani che sono all’incirca 500’000 ( erano 12’000 nel 1970…).

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